CODICE ETICO

CAPITOLO 1. VISIONE E APPLICABILITÀ

1.1

Visione e scopo In qualità di professionisti dell’Associazione Italiana Fotografi, ci assumiamo l’impegno di agire in modo giusto ed onorevole.

Definiamo per noi stessi standard elevati e aspiriamo a soddisfarli in tutti gli aspetti della nostra vita: al lavoro, a casa e nell’esercizio della nostra professione.

Il presente Codice etico e di condotta professionale descrive le aspettative verso noi stessi e verso i colleghi professionisti che appartengono alla comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi. Esso esprime chiaramente gli ideali a cui aspiriamo e i comportamenti obbligatori nello svolgimento della nostra professione e nelle attività di volontariato.

Lo scopo del presente codice è infondere fiducia nella professione dell’Associazione Italiana Fotografi e aiutare i singoli individui a diventare professionisti migliori. Perseguiamo questo scopo assicurando un profonda comprensione dei comportamenti adeguati alla professione da parte di coloro che la svolgono. Siamo convinti che la credibilità e la reputazione della professione dei Fotografi siano definite dalla condotta collettiva dei singoli professionisti.

Crediamo che sia possibile migliorare la nostra professione, sia individualmente che collettivamente, aderendo a questo Codice etico e di condotta professionale. Crediamo inoltre che il presente codice ci sarà di aiuto nel prendere decisioni sagge, in particolar modo quando è necessario confrontarci con situazioni difficili, nelle quali potrebbe esserci chiesto di compromettere la nostra integrità o i nostri valori.

Confidiamo che questo Codice etico e di condotta professionale possa agire da catalizzatore per indurre altri a studiare, deliberare e scrivere relativamente all’etica e ai valori. Infine speriamo che il presente codice sia utilizzato per investire e fare evolvere la nostra professione.

1.2 Persone a cui si applica il Codice

Il Codice etico e di condotta professionale si applica a:

1.2.1

Tutti i membri dell’ Associazione Italiana Fotografi – A.I.F.

1.2.2

Individui che non sono membri di A.I.F. ma che soddisfano uno o più dei seguenti criteri:

.1

Non membri che hanno conseguito una certificazione Professionale

.2

Non membri che fanno domanda per iniziare il processo di certificazione Professionale di Fotografo

.3

Non membri che svolgono attività di volontariato presso A.I.F.

Codice etico e di condotta professionale

vari codici e che tutti debbano attenersi a un unico standard. Pertanto, il presente codice si applica sia ai membri di A.I.F., sia agli individui che hanno fatto domanda o hanno già ottenuto una certificazione da A.I.F., indipendentemente dalla loro iscrizione al A.I.F..

1.3

Struttura del codice

Il Codice etico e di condotta professionale è diviso in sezioni che delineano gli standard di condotta.

Gli standard di condotta sono allineati con i quattro valori che la comunità dell’Associazione Italiana Fotografi ha individuato come propri valori di riferimento. Alcune sezioni del codice contengono dei commenti. Tali commenti non costituiscono una parte vincolante del codice, ma forniscono esempi e altri chiarimenti. Alla fine dello standard è allegato un glossario che

definisce le parole e le frasi utilizzate nel codice. Per comodità, i termini definiti nel glossario sono sottolineati nel testo.

1.4

I valori alla base del presente codice

È stato chiesto ai professionisti della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi di identificare i valori che costituiscono la base per le loro decisioni e guidano le loro azioni.

I valori che la comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi ha definito di maggiore importanza sono: responsabilità, rispetto, equità e onestà.

Il presente codice si basa su questi quattro valori.

1.5

Condotta di riferimento e obbligatoria

Ciascuna sezione del Codice etico e di condotta professionale comprende sia standard di riferimento che obbligatori.

Gli standard di riferimento descrivono la condotta che aspiriamo a mantenere come

professionisti

. Sebbene l’adesione

agli standard di riferimento non possa essere facilmente misurata, l’adeguamento dei nostri comportamenti a tali

standard deve essere una nostra aspettativa personale come professionisti e non è facoltativo.

Gli standard obbligatori stabiliscono dei requisiti specifici e in alcuni casi limitano o proibiscono alcuni comportamenti

dei professionisti. I professionisti che non agiscono secondo tali standard saranno soggetti a procedure disciplinari da

parte del Comitato di revisione etica di A.I.F..

Commento: la condotta descritta dagli standard di riferimento e quella descritta dagli standard obbligatori non sono si escludono a

vicenda, vale a dire che una specifica azione od omissione potrebbe violare sia gli standard di riferimento che quelli obbligatori.

CAPITOLO 2. RESPONSABILITÀ

2.1

Definizione di responsabilità

La responsabilità è il dovere di riconoscere come nostre le decisioni che prendiamo o non prendiamo, le azioni che

compiamo od omettiamo di compiere e le conseguenze che ne derivano.

2.2

Responsabilità: Standard di riferimento

In qualità di

professionisti

della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi:

2.2.1

Prendiamo decisioni e agiamo sulla base dei migliori interessi per la società, la sicurezza pubblica e l’ambiente.

2.2.2

Accettiamo solo incarichi coerenti con la nostra formazione, esperienza, capacità, skill e qualifiche professionali.

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Commento: quando si tratta di attività di sviluppo o di ampliamento, ci assicuriamo che gli stakeholder ricevano tempestivamente

informazioni complete relativamente a eventuali lacune nelle nostre qualifiche, in modo che possano prendere decisioni fondate sui fatti

rispetto alla nostra adeguatezza per un particolare incarico.

In presenza di un contratto, partecipiamo solo a gare per le quali la nostra organizzazione è qualificata e assegniamo alle diverse attività

solo personale qualificato..

2.2.3

Rispettiamo gli impegni che abbiamo sottoscritto facendo ciò che abbiamo dichiarato di fare.

2.2.4

Quando commettiamo errori od omissioni, li ammettiamo e apportiamo prontamente le dovute correzioni.

Quando scopriamo errori od omissioni causati da altri, ne informiamo l’ente competente appena ne veniamo a

conoscenza. Accettiamo l’obbligo di rendere conto per i nostri errori od omissioni e ogni relativa conseguenza.

2.2.5

Proteggiamo le informazioni proprietarie o riservate che ci vengono affidate.

2.2.6

Sosteniamo il presente codice e ci consideriamo reciprocamente responsabili.

2.3

Responsabilità: Standard obbligatori

In qualità di

professionisti

della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi, richiediamo a noi stessi e ai nostri colleghi

quanto segue:

Normative e requisiti legali

2.3.1

Ci informiamo e sosteniamo politiche, regole, regolamenti e leggi che governano il nostro lavoro, sia

professionale che volontario.

2.3.2

Segnaliamo comportamenti non etici o illegali alla funzione gerarchica adeguata e, se necessario, a coloro che

sono interessati da tale condotta.

Commento: queste clausole hanno diverse implicazioni. Nello specifico, non perseguiamo nessuna attività illegale, tra cui, a titolo

indicativo: furto,truffa, corruzione appropriazione indebita o concussione. Inoltre, non ci appropriamo o abusiamo della proprietà altrui,

tra cui la proprietà intellettuale; non calunniano, né diffamiamo alcuno. Nei focus group che sono stati svolti con i professionisti in tutto il

mondo, queste tipologie di comportamenti illegali sono stati menzionati come problematici.

In qualità di professionisti e rappresentanti della nostra professione, non condoniamo né assistiamo altri nell’intraprendere comportamenti

illegali. Segnaliamo ogni comportamento illegale o non etico. Tale segnalazione non è facile e siamo coscienti del fatto che possa

avere delle conseguenze. Dopo recenti scandali che hanno coinvolto grandi aziende, molte organizzazioni hanno adottato norme per la

protezione dei dipendenti che rivelano la verità su attività illegali o non etiche. Anche alcuni governi hanno emanato decreti per proteggere

i dipendenti che testimoniamo la verità.

Reclami etici

2.3.3

Rendiamo note le violazioni al presente codice presso l’ente competente.

2.3.4

Formuliamo un reclamo etico solo se provato da fatti.

Commento: queste clausole hanno diverse implicazioni. Cooperiamo con il A.I.F. relativamente alle violazioni dell’etica e alla raccolta delle

informazioni relative, sia se siamo noi a esporre il reclamo sia se ne siamo oggetto. Inoltre ci asteniamo dall’accusare altri di condotta non

etica se non conosciamo tutti i fatti. Oltre a ciò applichiamo sanzioni disciplinari a coloro che fanno consapevolmente false accuse a terzi..

2.3.5

Applichiamo sanzioni disciplinari nei confronti di chi fa rappresaglie contro qualcuno che ha segnalato un problema etico.

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CAPITOLO 3. RISPETTO

3.1

Definizione di rispetto

Il rispetto è il nostro dovere di dimostrare considerazione per noi stessi, gli altri e le risorse che ci vengono affidate.

Le risorse a noi affidate possono includere persone, denaro, reputazione, sicurezza degli altri e le risorse naturali o

ambientali.

Un ambiente di rispetto crea fiducia, sicurezza di sé ed eccellenza nelle prestazioni sostenendo la cooperazione

reciproca: un ambiente in cui la diversità di opinioni e punti di vista è incoraggiata e valorizzata.

3.2

Rispetto: Standard di riferimento

In qualità di

professionisti

della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi:

3.2.1

Ci informiamo sugli usi, i costumi e le abitudini degli altri ed evitiamo comportamenti che possano essere

considerati non rispettosi.

3.2.2

Ascoltiamo il punto di vista degli altri, cercando di capirli.

3.2.3

Ci rivolgiamo direttamente alle persone con cui abbiamo un conflitto o siamo in disaccordo.

3.2.4

Manteniamo una condotta professionale anche quando non è contraccambiata.

Commento: un’implicazione delle presenti clausole è evitare di essere coinvolti in pettegolezzi e commenti negativi che possano ledere la

reputazione di un’altra persona. In base al presente codice abbiamo inoltre il dovere di affrontare apertamente coloro che mettono in atto

questo tipo di comportamenti.

3.3

Rispetto: Standard obbligatori

In qualità di

professionisti

della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi, richiediamo a noi stessi e ai nostri colleghi

quanto segue:

3.3.1

Conduciamo le negoziazioni in buona fede.

3.3.2

Non esercitiamo il potere legato alle nostre competenze o alla nostra posizione per influenzare le decisioni e le

azioni di altri o per trarne beneficio personale a loro spese.

3.3.3

Non abbiamo

comportamenti offensivi

verso gli altri.

3.3.4

Rispettiamo i diritti di proprietà degli altri.

CAPITOLO 4. EQUITÀ

4.1

Definizione di equità

L’equità è il dovere di prendere decisioni e agire in modo imparziale e obiettivo. La nostra condotta deve essere libera

da interessi personali, pregiudizi e favoritismi.

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4.2

Equità: Standard di riferimento

In qualità di

professionisti

della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi:

4.2.1

Dimostriamo trasparenza nei nostri processi decisionali.

4.2.2

4.2.2 Riesaminiamo costantemente la nostra imparzialità e obiettività, prendendo misure correttive, se

necessario.

Commento: le ricerche svolte presso i professionisti indicano che il conflitto di interessi è uno dei temi più difficili da affrontare della nostra

professione. Uno dei maggiori problemi riferito dai professionisti è la difficoltà di capire quando la nostra lealtà è in conflitto e quando

inavvertitamente mettiamo noi stessi o gli altri in una posizione di conflitto di interessi. In qualità di professionisti dobbiamo ricercare

in modo proattivo la presenza di potenziali conflitti di interesse e aiutarci reciprocamente a evidenziare i potenziali conflitti di interesse

insistendo sulla relativa risoluzione.

4.2.3

Forniamo pari accesso alle informazioni a tutti coloro che sono autorizzati ad averle.

4.2.4

Offriamo pari opportunità ai candidati qualificati.

Commento: tali clausole implicano che, in caso di contratto, offriamo a tutti accesso alle stesse informazioni durante il processo di offerta.

4.3

Equità: Standard obbligatori

Come professionisti della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi, richiediamo a noi stessi e ai nostri colleghi di

mantenere la seguente condotta:

Situazioni che presentano un

conflitto di interessi

4.3.1

Siamo attivi ed esaustivi nel rivelare conflitti di interesse reali o potenziali agli stakeholder appropriati.

4.3.2

Quando ci rendiamo conto di avere un reale o potenziale conflitto di interessi, ci asteniamo dal partecipare al processo decisionale o dall’influenzarne i risultati in altri modi, a meno che o fino a quando: non abbiamo informato gli stakeholder interessati in modo completo; è stato approvato un piano di contenimento; e

abbiamo ottenuto il consenso a procedere da parte degli stakeholder.

Commento: un conflitto di interessi ha luogo quando siamo nella posizione di influenzare le decisioni o altri risultati a favore di una parte e quando tali decisioni o risultati possono avere effetto su uno o più terzi con cui abbiamo una lealtà in conflitto. Ad esempio, quando agiamo da dipendenti, abbiamo un dovere di lealtà verso i nostri datori di lavoro. Quando agiamo in qualità di volontari di A.I.F., abbiamo un dovere di lealtà verso il Project Management Institute. Dobbiamo riconoscere questi interessi divergenti e astenerci dall’influenzare le decisioni

quando abbiamo un conflitto di interessi. Inoltre, anche quando crediamo di essere in grado di mettere da parte il conflitto e prendere

decisioni in modo imparziale, trattiamo l’apparenza di un conflitto di interessi come tale e ci atteniamo a quanto previsto dal presente

codice.

Favoritismi e discriminazioni

4.3.3

Non assumiamo o licenziamo, premiamo o puniamo, aggiudichiamo o neghiamo un contratto sulla base di

considerazioni personali, fra cui, ma non solo, favoritismi, nepotismi e corruzione.

4.3.4

Non facciamo discriminazioni sulla base, a titolo indicativo, di sesso, razza, età, religione, handicap, nazionalità

od orientamento sessuale.

4.3.5

Applichiamo le regole dell’organizzazione (datore di lavoro, Project Management Institute, o altro gruppo) senza

favoritismi o pregiudizi..

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CAPITOLO 5. ONESTÀ

5.1

Definizione di onestà

L’onestà è il nostro dovere di capire la verità e agire in modo veritiero sia nelle nostre comunicazioni che nella nostra

condotta.

5.2

Onestà: Standard di riferimento

In qualità di

professionisti

della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi:

5.2.1

Cerchiamo in buona fede di conoscere la verità.

5.2.2

Siamo sinceri nelle nostre comunicazioni e nella nostra condotta.

5.2.3

Forniamo informazioni accurate e tempestive.

Commento: tali clausole implicano l’applicazione delle necessarie misure affinché le informazioni sulle quali basiamo le nostre decisioni o

che forniamo ad altri siano accurate, attendibili e tempestive.

Ciò include avere il coraggio di condividere le cattive notizie, anche quando potrebbero essere accolte male. Inoltre, quando i risultati sono

negativi, evitiamo di nascondere le informazioni o di addossare la colpa ad altri. Quando i risultati sono positivi, evitiamo di assumerci il

merito per risultati conseguiti da altri. Queste clausole rafforzano il nostro impegno di onestà e responsabilità.

5.2.4

Prendiamo impegni e facciamo promesse, impliciti o espliciti, in buona fede.

5.2.5

Ci impegniamo a creare un contesto in cui gli altri sentano di poter dire la verità in sicurezza.

5.3

Onestà: Standard obbligatori

In qualità di professionisti della comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi, richiediamo a noi stessi e ai nostri colleghi

di mantenere la seguente condotta:

5.3.1

5.3.1 Non mettiamo in atto, né accettiamo, comportamenti volti a ingannare gli altri, tra cui, a titolo indicativo,

fare dichiarazioni fuorvianti o false, affermare mezze verità, dare informazioni fuori contesto o nascondere

informazioni che, se note, renderebbero le nostre dichiarazioni ingannevoli o incomplete.

5.3.2

5.3.2 Non ci impegniamo in comportamenti disonesti con lo scopo di guadagni personali o alle spese di altri.

Commento: gli standard di riferimento ci esortano a essere sinceri. Le mezze verità e le omissioni volte a ingannare gli stakeholder sono una

condotta non professionale pari al dichiarare volutamente il falso. Sviluppiamo credibilità fornendo informazioni complete e accurate.

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APPENDICE A

A.1

Storia del presente standard

La visione dell’Associazione Italiana Fotografi da parte di A.I.F. quale professione indipendente ci ha spinto fin dall’inizio a

occuparci di etica. Nel 1981, il Consiglio di Amministrazione di A.I.F. ha formato un gruppo incaricato di etica, standard

e accreditamento. Una delle attività prevedeva la delibera da parte del gruppo in merito all’esigenza di un codice etico

per la professione. Il report del gruppo conteneva la prima discussione documentata di A.I.F. relativa all’etica nella

professione dell’Associazione Italiana Fotografi. Tale report venne inviato al Consiglio di Amministrazione di A.I.F. nell’agosto

1982 e fu pubblicato quale supplemento alla relazione trimestrale dell’Associazione Italiana Fotografi dell’agosto 1983.

Alla fine degli anni ’80, lo standard si evolse fino a diventare lo Standard etico dell’Associazione Italiana Fotografi Professional

[PMP®]. Nel 1997, il consiglio di A.I.F. determinò l’esigenza di un codice etico per i membri. Formò quindi l’ Ethics

Policy Documentation Committee per stilare e pubblicare uno standard etico per i membri di A.I.F.. Il CdA approvò il

nuovo codice etico per i membri nell’ottobre 1998. A questo fece seguito l’approvazione da parte del consiglio delle

procedure per i membri nel gennaio 1999, che fornivano un processo per l’invio di reclami relativi a problemi etici e per

la determinazione dell’effettiva violazione del codice.

Dall’adozione del codice, nel 1998, all’interno di A.I.F. e del mondo aziendale si sono avuti importantissimi

cambiamenti. I membri di A.I.F. sono cresciuti in modo considerevole. Al di fuori del Nord America, molte regioni

hanno subito una forte espansione. Nel mondo aziendale, scandali legati a problematiche etiche hanno condotto al

crollo di organizzazioni mondiali e no-profit, causando lo sdegno dell’opinione pubblica e scatenando normative più

rigide da parte dei governi. La globalizzazione ha avvicinato le economie ma ha fatto capire che la concezione di etica

può variare in base alla cultura. I rapidi e continui sviluppi tecnologici hanno fornito nuove opportunità, ma hanno

anche introdotto nuove sfide, inclusi nuovi dilemmi etici.

Per tali motivi, nel 2003 il Consiglio di Amministrazione di A.I.F. ha richiesto il riesame dei nostri codici etici. Nel

2004, il Consiglio di Amministrazione di A.I.F. ha commissionato all’Ethics Standards Review Committee [ESRC] la

revisione dei codici etici e lo sviluppo di un processo a tal fine. L’ESRC ha sviluppato processi mirati a incoraggiare

la partecipazione attiva da parte della comunità mondiale dell’Associazione Italiana Fotografi. Nel 2005, il CdA di A.I.F. ha

approvato i processi di revisione del codice, concordando sulla primaria importanza della partecipazione della comunità

dell’Associazione Italiana Fotografi. Nel 2005, il CdA ha inoltre commissionato all’Ethics Standard Development Committee

(ESDC) lo svolgimento del processo approvato dal CdA e la consegna del codice sottoposto a revisione entro la fine del

2006. Il presente Codice etico e di sviluppo professionale è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di A.I.F.

nell’ottobre 2006.

A.2

Processo utilizzato per creare il presente standard

Il primo passo dello dell’ ESDC nello sviluppo del presente codice è stato comprendere le problematiche etiche della

comunità dell’Associazione Italiana Fotografi e capire i valori e i punti di vista dei professionisti di ogni parte del mondo. Tutto

questo è stato portato a termine tramite una serie di meccanismi, tra cui discussioni di focus group e due sondaggi su

Internet che hanno coinvolto professionisti, membri, volontari e persone in possesso di una certificazione A.I.F.. Inoltre,

il gruppo ha analizzato i codici etici di 24 associazioni no-profit di varie zone del mondo, ha cercato di individuare le

migliori pratiche nello sviluppo di standard etici e ha esplorato i principi etici del piano strategico di A.I.F..

Le approfondite ricerche condotte dall’ESDC hanno fornito la base per lo sviluppo della bozza del Codice etico e di

condotta professionale di A.I.F.. La bozza è stata distribuita all’interno della comunità di Project Management per

ricevere commenti. Per lo sviluppo del codice sono stati seguiti i rigorosi processi di sviluppo degli standard definiti

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dall’American National Standards Institute poiché tali processi sono stati utilizzati per i progetti di sviluppo degli

standard tecnici A.I.F. e sono stati valutati in grado di rappresentare le migliori pratiche per ottenere ed esporre il

feedback degli stakeholder nella bozza del documento.

Il risultato di tale impegno è un codice etico e di condotta professionale che non soltanto descrive i valori etici a cui

la comunità dei Fotografi aspira ma che tratta della specifica condotta obbligatoria per ciascun individuo

che deve attenersi al codice. Le violazione del codice etico e di condotta professionale di A.I.F. possono comportare

sanzioni da parte di A.I.F. previste dalla procedure etiche.

L’ESDC ha appreso che in quanto professionisti dell’Associazione Italiana Fotografi, la nostra comunità prende molto seriamente

il proprio impegno etico e che riteniamo noi stessi e i nostri pari nella comunità globale dell’Associazione Italiana Fotografi

responsabili di mantenere un comportamento rispettoso di quanto previsto nel presente codice.

APPENDICE B

B.1

Glossario

Comportamento offensivo.

Condotta che causa lesioni fisiche o crea intensi sentimenti di paura, umiliazione,

manipolazione o sfruttamento in altre persone.

Conflitto di interessi.

Una situazione che nasce quando un professionista dell’Associazione Italiana Fotografi si trova a dover

prendere una decisione o portare a termine un’azione che comporterà benefici per il professionista stesso o per

altre persone od organizzazioni verso le quali il professionista ha un

dovere di lealtà

e al tempo stesso lederà altre

persone od organizzazioni nei confronti delle quali il professionista ha

doveri analoghi

. Il solo modo per risolvere

un conflitto di interessi è rivelare il conflitto alle parti coinvolte e consentire loro di decidere in che modo il

professionista debba procedere.

Dovere di lealtà.

La responsabilità legale o morale di una persona di promuovere il migliore interesse di

un’organizzazione o di un’altra persona alla quale è legata.

Project Management Institute [A.I.F.]

. L’insieme dell’Associazione Italiana Fotografi Institute, inclusi comitati, gruppi e

componenti ufficiali quali capitoli, istituti d’istruzione superiore e gruppi di interesse specifici.

Membro di A.I.F..

Persona entrata a far parte dell’Associazione Italiana Fotografi Institute in qualità di membro.

Attività sponsorizzate da A.I.F..

Attività che includono, a titolo indicativo, la partecipazione al A.I.F. Member Advisory Group, un gruppo di sviluppo di standard A.I.F. o altri gruppi di lavoro o comitati di A.I.F.. Sono inoltre incluse le attività svolte con gli auspici di uno degli enti affiliati di A.I.F., sia in un ruolo di leadership dell’ente che in altri tipi di attività educative od eventi.

Professionista.

Una persona che svolge attività che contribuiscono alla gestione di progetti, portafogli o programmi

nell’ambito della professione dell’Associazione Italiana Fotografi.

Volontario di A.I.F..

Una persona che partecipa ad a

ttività sponsorizzate da A.I.F.

, come membro o meno del

Project Management Institute